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	<title>Fudgella &#187; Fudgella</title>
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		<title>Gli arancini al burro di Babbo Fudgella</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 18:45:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fudgella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salato]]></category>
		<category><![CDATA[arancini]]></category>
		<category><![CDATA[arancini al burro]]></category>
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		<description><![CDATA[Pin it C&#8217;è stata una lotta semantica, per questo piatto. Secondo me erano supplì. Secondo lui erano arancini. Siamo giunti al compromesso e li abbiamo chiamati arancini supplinati, ma nessuno di noi due era pienamente convinto. Adesso, dopo aver svolto &#8230; <a href="http://www.fudgella.com/2012/01/gli-arancini-al-burro-di-babbo-fudgella/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="pinit-button-wrapper"><a href="javascript:exec_pinmarklet();" id="PinItButton" title="Pin It on Pinterest">Pin it</a></div><div class="hrecipe"><span class="published"><span class="value-title" title="2012-01-19"></span></span><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6726636119"><img class="photo alignnone" title="Arancini al burro " src="http://farm8.staticflickr.com/7016/6726636119_0ef60e765f.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è stata una lotta semantica, per questo piatto. Secondo me erano <strong>supplì</strong>. Secondo lui erano <strong>arancini</strong>. Siamo giunti al compromesso e li abbiamo chiamati <em>arancini supplinati</em>, ma nessuno di noi due era pienamente convinto. Adesso, dopo aver svolto un minimo di ricerca, posso affermare che <strong>avevi ragione, babbo</strong>. E ammetto che l&#8217;altra sera, seppur sotto la mia supervisione, hai fatto (quasi) tutto da solo gli <strong>arancini al burro</strong>. Bòni!<span id="more-990"></span></p>
<div class="easyrecipe">
<table class="ERHDTable" border="0">
<tbody>
<tr>
<td><span class="item ERName"><span class="fn">Gli arancini al burro di Babbo Fudgella</span></span></td>
<td align="center" valign="top">
</td>
<td class="ERHDPrint" valign="top">
<div class="btnERPrint">Print<a href="http://www.fudgella.com/2012/01/gli-arancini-al-burro-di-babbo-fudgella/?erprint"></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div class="ERClear"></div>
<div class="ERHead">Recipe type: <span class="tag">aperitivo caldo, o piatto unico se abbondate <img src='http://www.fudgella.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </span></div>
<div class="ERHead">Author: <span class="author">Babbo Fudgella</span></div>
<div class="ERHead">Serves: <span class="yield">circa 18 arancini piuttosto grandi</span></div>
<div class="ERSummary"><span class="summary">una rivisitazione familiare della classica specialità siciliana</span></div>
<div class="ERIngredients">
<div class="ERIngredientsHeader">Ingredients</div>
<ul class="ingredients">
<li class="ingredient">700 grammi di riso Arborio</li>
<li class="ingredient">1 cucchiaio di olio d&#8217;oliva</li>
<li class="ingredient">20 grammi di burro</li>
<li class="ingredient">brodo vegetale</li>
<li class="ingredient">una bustina di zafferano</li>
<li class="ingredient">parmigiano grattugiato</li>
<li class="ingredient">4 uova</li>
<li class="ingredient">pangrattato</li>
<li class="ingredient">2 fette di prosciutto cotto tagliate ad uno spessore di mezzo centimetro</li>
<li class="ingredient">3 mozzarelle fiordilatte</li>
<li class="ingredient">olio di semi per friggere</li>
<li class="ingredient">sale e pepe</li>
</ul>
</div>
<div class="ERInstructions">
<div class="ERInstructionsHeader">Instructions</div>
<div class="instructions">
<ol>
<li class="instruction">Cuocete il riso come se fosse un risotto: scaldate burro e olio in una casseruola capiente, aggiungete il riso, tostatelo e portatelo a cottura con il brodo vegetale. Una volta cotto, salate, pepate e aggiungete lo zafferano. Completate con il parmigiano grattugiato, a vostro piacere. Mettete da parte una volta cotto, e fatelo raffreddare: ci vorranno circa due ore.</li>
<li class="instruction">Tagliate a cubetti la mozzarella ed il prosciutto cotto. Preparate una ciotola capiente dove porrete il pangrattato. Scaldate l&#8217;olio di semi in una padella e cominciate a preparare gli arancini.</li>
<li class="instruction">Prendete il riso, precedentemente messo da parte, e aggiungete le uova, una alla volta. Mescolate bene, se necessario anche con le mani (magari mettetevi un paio di guanti usa e getta, prima di cominciare!). Formate delle palle grandi circa quanto un palmo, appiattitele e riempitele ogni disco con abbondanti prosciutto e mozzarella. Chiudete ogni disco formando nuovamente una palla, rotolatela nel pangrattato e mettetela su un vassoio, nell&#8217;attesa.</li>
<li class="instruction">Una volta che avrete confezionato tutti gli arancini, cominciate a friggerli, pochi alla volta per far sì che la temperatura dell&#8217;olio non cali eccessivamente. Scolateli una volta che sono diventati ben dorati e fateli sgocciolare su abbondante carta assorbente. Servite ben caldi.</li>
</ol>
</div>
</div>
<div class="nutrition"></div>
<div class="ERLinkback">Google Recipe View Microformatting by <a title="Wordpress Recipe Plugin" href="http://www.orgasmicchef.com/easyrecipe/" target="_blank">Easy Recipe</a></div>
<div class="endeasyrecipe" style="display: none;">2.2.1</div>
</div>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6726634261"><img class="alignnone" title="Arancini al burro, prima della frittura" src="http://farm8.staticflickr.com/7145/6726634261_e07bd15a7b.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Vi avevo detto della lotta semantica, no? Secondo me, infatti, questi erano dei <strong>supplì al telefono</strong> dalla forma atipica: il supplì, il tipico snack fritto a base di riso che si trova in quasi tutte le pizzerie del Lazio, è una polpetta allungata che ha la caratteristica farcitura filante a base di mozzarella. Non sapevo, invece, che il supplì al telefono è rosso! Qualche settimana fa, infatti, sono andata a Roma a vedere la <a title="Steve McCurry a Roma" href="http://www.macro.roma.museum/mostre_ed_eventi/mostre/steve_mccurry" target="_blank">mostra di Steve McCurry alla Macro</a>: ho pranzato in una pizzeria a taglio e, invogliata dal loro aspetto, ho mangiato due supplì. Quando li ho aperti, ho scoperto che si trattava di polpette di riso condite con sugo di pomodoro. Per cui, quelli che abbiamo mangiato a casa non erano proprio supplì. Facendo una piccola ricerca sul web, ho invece scoperto che l&#8217;<strong>arancino siciliano</strong> può essere, appunto, <strong>al burro</strong>, ovvero con mozzarella e prosciutto. L&#8217;aggiunta di zafferano noi ce la siamo dimenticata, ma ve la consigliamo calorosamente!</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6726631757"><img class="alignnone" title="Arancini al burro, in cottura" src="http://farm8.staticflickr.com/7013/6726631757_8888513206.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<blockquote><p>primo post dell&#8217;anno 2012, con foto inaugurali fatte grazie alla mia nuova macchinetta <img src='http://www.fudgella.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p></blockquote>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Dolci tipici svedesi: la kladdkaka</title>
		<link>http://www.fudgella.com/2011/11/dolci-tipici-svedesi-la-kladdkaka/</link>
		<comments>http://www.fudgella.com/2011/11/dolci-tipici-svedesi-la-kladdkaka/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 10:32:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fudgella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dolce]]></category>
		<category><![CDATA[chocolate cake]]></category>
		<category><![CDATA[chocolate mud cake]]></category>
		<category><![CDATA[cucina svedese]]></category>
		<category><![CDATA[dolci svedesi]]></category>
		<category><![CDATA[kladdkaka]]></category>
		<category><![CDATA[swedish kladdkaka]]></category>
		<category><![CDATA[Torta al Cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[torta morbida al cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[torta svedese al cioccolato]]></category>

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		<description><![CDATA[Pin it Generalmente, in Svezia i dolci sono mooolto dolci. I dolci americani, doooolci anche loro, derivano in parte dalla tradizione svedese, a causa dei massicci flussi di emigrazione che dalla Svezia giunsero negli Stati Uniti, soprattutto nella seconda metà del &#8230; <a href="http://www.fudgella.com/2011/11/dolci-tipici-svedesi-la-kladdkaka/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="pinit-button-wrapper"><a href="javascript:exec_pinmarklet();" id="PinItButton" title="Pin It on Pinterest">Pin it</a></div><div class="hrecipe"><span class="published"><span class="value-title" title="2011-11-26"></span></span><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6404446933"><img class="photo alignnone" title="Kladdkaka, torta morbida al cioccolato svedese" src="http://farm7.staticflickr.com/6223/6404446933_cd664b0c9a.jpg" alt="" width="376" height="500" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Generalmente,<strong> in Svezia i dolci sono</strong> <strong>mooolto dolci</strong>. I dolci americani, doooolci anche loro, derivano in parte dalla tradizione svedese, a causa dei massicci flussi di emigrazione che dalla Svezia giunsero negli Stati Uniti, soprattutto nella seconda metà del diciannovesimo secolo. Il brownie, ad esempio, somiglia tantissimo alla <strong>kladdkaka</strong>, la <strong>torta al cioccolato svedese</strong>, anche se quest&#8217;ultima ha un cuore più morbido rispetto al suo cugino d&#8217;oltreoceano.<span id="more-972"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante la storia non documenti una correlazione diretta tra questi due dolci, secondo me si somigliano molto. Ne ho avuto la riprova stamattina quando ho preparato la mia prima <strong>kladdkaka</strong>, leggendo la lista degli ingredienti:</p>
<div class="easyrecipe">
<table class="ERHDTable" border="0">
<tbody>
<tr>
<td><span class="item ERName"><span class="fn">Kladdkaka, torta svedese al cioccolato</span></span></td>
<td align="center" valign="top">
</td>
<td class="ERHDPrint" valign="top">
<div class="btnERPrint">Print<a href="http://www.fudgella.com/2011/11/dolci-tipici-svedesi-la-kladdkaka/?erprint"></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div class="ERClear"></div>
<div class="ERHead">Recipe type: <span class="tag">dessert</span></div>
<div class="ERHead">Author: <span class="author">ricetta di Buffé, il giornalino dei soci ICA, adattata da me</span></div>
<div class="ERHead">Prep time: <span class="preptime">10 mins<span class="value-title" title="PT10M"> </span></span></div>
<div class="ERHead">Cook time: <span class="cooktime">20 mins<span class="value-title" title="PT20M"> </span></span></div>
<div class="ERHead">Total time: <span class="duration">30 mins<span class="value-title" title="PT30M"> </span></span></div>
<div class="ERHead">Serves: <span class="yield">10</span></div>
<div class="ERSummary"><span class="summary">Si tratta di una torta al cioccolato molto ricca, dal cuore morbido, che troverete in ogni caffé di Stoccolma. Ancora più buona se servita con una pallina di gelato alla vaniglia <img src='http://www.fudgella.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </span></div>
<div class="ERIngredientsHeader">Ingredients</div>
<ul class="ingredients">
<li class="ingredient">200 grammi di burro</li>
<li class="ingredient">3 dl di zucchero</li>
<li class="ingredient">2 dl e 1/2 di farina</li>
<li class="ingredient">1 cucchiaio di zucchero vanigliato</li>
<li class="ingredient">1/2 cucchiaino di lievito in polvere per dolci</li>
<li class="ingredient">un pizzico di sale</li>
<li class="ingredient">4 uova intere</li>
<li class="ingredient">1 dl di cacao amaro in polvere</li>
<li class="ingredient">80 grammi di cioccolato fondente</li>
</ul>
<div class="ERInstructionsHeader">Instructions</div>
<div class="instructions">
<ol>
<li class="instruction">Scaldate il forno a 175°C; imburrate e infarinate una tortiera tonda, del diametro di circa 20 cm e dai bordi abbastanza alti.</li>
<li class="instruction">Fondete il burro a bagnomaria con il cioccolato fondente.</li>
<li class="instruction">In una ciotola capiente, frullate con le fruste elettriche i due tipi di zucchero, il sale, il lievito, le uova ed il cacao, montando per bene il composto.</li>
<li class="instruction">Aggiungete a filo il burro e il cioccolato fusi, sempre mescolando con le fruste elettriche, ma diminuendo leggermente la velocità.</li>
<li class="instruction">Aggiungete la farina, due cucchiai alla volta, e mescolate con le fruste alla velocità più bassa.</li>
<li class="instruction">Versate l&#8217;impasto nella tortiera imburrata e infarinata, cuocendo in forno caldo per circa 20 minuti.</li>
<li class="instruction">Sfornate la torta e lasciatela raffreddare almeno mezz&#8217;ora prima di assaggiarla <img src='http://www.fudgella.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </li>
</ol>
</div>
<div class="nutrition"></div>
<div class="ERLinkback">Google Recipe View Microformatting by <a title="Wordpress Recipe Plugin" href="http://www.orgasmicchef.com/easyrecipe/" target="_blank">Easy Recipe</a></div>
<div class="endeasyrecipe" style="display: none;">2.1.7</div>
</div>
<p><!--more--></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6404446569"><img class="alignnone" title="Ingredienti per la kladdkaka" src="http://farm8.staticflickr.com/7146/6404446569_83cfda43bc.jpg" alt="" width="500" height="376" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ho riadattato parzialmente la ricetta da quella che ho trovato nel giornalino che mi manda ogni mese il <a title="ICA, supermercato svedese" href="http://www.ica.se/" target="_blank">supermercato ICA</a> (ho la tessera fedeltà di quasi tutti i maggiori negozi svedesi, ditene una e la pesco dal portafogli!). Ho messo <strong>meno zucchero</strong>, che vabbé deve essere dolce, ma senza esagerare! Non avevo tutto il cacao necessario, per cui ho sopperito la mancanza con <strong>un pezzo di cioccolato fondente</strong> che giaceva orfano nella dispensa. Non era previsto <strong>lievito</strong>, ma ho barato e ne ho aggiunto proprio un pochino, per star tranquilla <img src='http://www.fudgella.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Inoltre, <strong>ho allungato il tempo di cottura</strong>, altrimenti il centro della torta sarebbe rimasto troppo liquido.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">La quantità di zucchero e farina è in decilitri, la misura comunemente usata nelle ricette svedesi. Non ho pesato gli ingredienti, per cui non so dirvi il loro equivalente in grammi. Per questa ed altre ricette potete comunque usare un qualsiasi bicchiere graduato che avete in cucina, oppure trascinare il vostro marito/fidanzato/compagno all&#8217;Ikea con la scusa che avete assolutamente bisogno <a title="Misurino dl Ikea" href="http://goo.gl/IXMsw" target="_blank">dello stesso misurino</a> che ho comprato anch&#8217;io <img src='http://www.fudgella.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cliché autunnale: lasagne di zucca con funghi e bacon</title>
		<link>http://www.fudgella.com/2011/11/lasagne-di-zucca-funghi-bacon/</link>
		<comments>http://www.fudgella.com/2011/11/lasagne-di-zucca-funghi-bacon/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 07:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fudgella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salato]]></category>
		<category><![CDATA[bacon]]></category>
		<category><![CDATA[come usare la zucca]]></category>
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		<category><![CDATA[lasagne di zucca]]></category>
		<category><![CDATA[portobello]]></category>
		<category><![CDATA[zucca]]></category>

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		<description><![CDATA[Pin it Niente neve, quest&#8217;inverno, a Stoccolma. Novembre è quasi finito, e ancora neanche una spruzzata di nevischio. Se penso che l&#8217;anno scorso di questi tempi c&#8217;erano -24 gradi rabbrividisco, la differenza è immensa. Per cui, quando guardo gli stivali &#8230; <a href="http://www.fudgella.com/2011/11/lasagne-di-zucca-funghi-bacon/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="pinit-button-wrapper"><a href="javascript:exec_pinmarklet();" id="PinItButton" title="Pin It on Pinterest">Pin it</a></div><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6389684279"><img class="alignnone" title="Lasagne di zucca con funghi e bacon" src="http://farm7.staticflickr.com/6223/6389684279_c4311bd79b.jpg" alt="" width="438" height="500" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Niente neve, quest&#8217;inverno, a Stoccolma. Novembre è quasi finito, e ancora neanche una spruzzata di nevischio. Se penso che l&#8217;anno scorso di questi tempi c&#8217;erano -24 gradi rabbrividisco, la differenza è immensa. Per cui, quando guardo gli stivali di gomma che prendono posto nell&#8217;ingresso, non so se essere contenta perché non devo camminare affondando in cumuli di neve, oppure essere incavolata perché i suddetti stivali prendono solo posto e perché per ora l&#8217;atmosfera natalizia scarseggia. La città è già addobbata a festa, infatti domenica scorsa c&#8217;è stata l&#8217;inaugurazione ufficiale dell&#8217;illuminazione comunale e delle nuove vetrine natalizie di <a title="Nordiska Kompaniet, Stoccolma" href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/5793094606/" target="_blank">NK</a>, ma a dir la verità sembra d&#8217;essere a Pisa da quanto il cielo è grigio <img src='http://www.fudgella.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  <span id="more-929"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6388306731"><img class="alignnone" title="Lasagne di zucca" src="http://farm8.staticflickr.com/7012/6388306731_678858bc53.jpg" alt="" width="500" height="376" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ma sto divagando. Quello che volevo dire è che, dato che l&#8217;inverno tarda ad arrivare, io posso permettermi di proporvi un piccolo cliché della cucina autunnale. Andiamo anche in nuance, dal marrone all&#8217;arancio al color crema, che volete di più? Lo so che di ricette come questa se ne trovano a bizzeffe in rete, ma io sono più simpatica delle bizzeffe <img src='http://www.fudgella.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lasagne di zucca con funghi e bacon</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>per quattro persone</em></p>
<ul>
<li>200 grammi di pasta fresca per lasagne</li>
<li>400 grammi circa di zucca, già pulita, a tocchetti</li>
<li>150 grammi di funghi (io ho usato i portobello)</li>
<li>100 grammi di bacon a cubetti</li>
<li>besciamella, preparata con 50 grammi di burro, 50 grammi di farina e 500 ml di latte</li>
<li>parmigiano grattugiato, cheddar a scaglie, fiocchetti di burro</li>
<li>salvia, noce moscata, pepe e sale</li>
</ul>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6389685157"><img class="alignnone" title="Lasagne di zucca, funghi e bacon" src="http://farm7.staticflickr.com/6108/6389685157_e591b0675e.jpg" alt="" width="500" height="376" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Rosolate il bacon in una padella: scolate il grasso in eccesso, quindi aggiungete la zucca, le spezie, i funghi e un paio di cucchiai di acqua. Coprite con un coperchio e fate cuocere per circa 15 minuti. Scaldate il forno a 180°C e ungete di burro una teglia: disponete qualche cucchiaio di besciamella sul fondo, quindi un primo strato di pasta e poi uno di zucca. Coprite con i formaggi e continuate seguendo questa successione fino ad esaurire le sfoglie di pasta, concludendo con uno strato di zucca e formaggi. Coprite con fiocchetti di burro, cuocete in forno per circa 25 minuti e&#8230; buonappe! <img src='http://www.fudgella.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Vellutata di verza al profumo di curry</title>
		<link>http://www.fudgella.com/2011/11/vellutata-di-verza-al-profumo-di-curry/</link>
		<comments>http://www.fudgella.com/2011/11/vellutata-di-verza-al-profumo-di-curry/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 07:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fudgella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salato]]></category>
		<category><![CDATA[cavolo]]></category>
		<category><![CDATA[crema di verdura]]></category>
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		<category><![CDATA[vellutata di verza]]></category>

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		<description><![CDATA[Pin it Riprendiamo la rubrica Come la Heinz (anzi meglio) con una ricetta nata da una situazione d&#8217;emergenza. Una giornata piovosa, zero voglia di cucinare, voglia di un piatto caldo e confortante. Aggiungete mezza verza che giaceva inutilizzata in frigorifero, ed &#8230; <a href="http://www.fudgella.com/2011/11/vellutata-di-verza-al-profumo-di-curry/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="pinit-button-wrapper"><a href="javascript:exec_pinmarklet();" id="PinItButton" title="Pin It on Pinterest">Pin it</a></div><p><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6389916061"><img class="alignnone" title="Vellutata di verza al profumo di curry" src="http://farm7.staticflickr.com/6235/6389916061_f86d2a0372.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Riprendiamo la rubrica <em><strong>Come la Heinz (</strong><strong>anzi meglio)</strong></em> con una ricetta nata da una situazione d&#8217;emergenza. Una giornata piovosa, zero voglia di cucinare, voglia di un piatto caldo e confortante. Aggiungete mezza verza che giaceva inutilizzata in frigorifero, ed ecco completato il quadro.<span id="more-951"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Non impazzisco per la verza: qua a Stoccolma si trova spesso il cavolo come contorno, crudo e in insalata, affettato finissimo e condito con delle vinaigrette, e ok, con quella versione vado abbastanza d&#8217;accordo. La verza però, forse perché ormai me la ritrovo sempre davanti ogni volta che vado al supermercato, è una verdura che mi annoia subito, con un sapore davvero forte, e quindi non è certo l&#8217;ideale per essere mangiato tutti i santi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Visto che però quel giorno il frigorifero non offriva altre verdure allettanti, ho cercato di aguzzare l&#8217;ingegno e sperimentare un po&#8217; con le spezie. Non vi darò quantità precise, visto che sono andata un po&#8217; &#8220;a braccio&#8221;, ma dire che ho usato più o meno:</p>
<ul>
<li>mezza verza, pulita da foglie esterne e torsolo, del peso di circa 400 grammi</li>
<li>una cipolla bionda</li>
<li>due o tre spicchi d&#8217;aglio, a cui avrete tolto l&#8217;anima</li>
</ul>
<p>Ho tritato tutto finemente nel bicchiere/robot del minipimer, per guadagnare tempo. Ho scaldato un paio di cucchiai d&#8217;olio in una casseruola capiente, aggiunto il trito di verdure, salato e fatto cuocere a fuoco vivace per circa cinque minuti. Ho poi aggiunto cumino in polvere, pepe, curry e un pizzico di noce moscata. Ho coperto tutto con circa un litro di acqua bollente, mezzo dado vegetale e messo un coperchio, facendo cuocere per una mezz&#8217;oretta. Una volta cotta, ho frullato la minestra, trasformandola in vellutata <img src='http://www.fudgella.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6390001713"><img class="alignnone" title="Velluata di verza al profumo di curry" src="http://farm7.staticflickr.com/6041/6390001713_e49a80834a.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">dalla foto forse non si vede, ma alla mia porzione avevo aggiunto maccheroncini, parmigiano grattugiato e un filo d&#8217;olio&#8230; che ci sta sempre bene!</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Una tipica cenetta svedese &#8211; bakad potatis med skagenröra</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 10:01:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fudgella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salato]]></category>
		<category><![CDATA[crema di gamberetti]]></category>
		<category><![CDATA[cucina svedese]]></category>
		<category><![CDATA[cucina tipica svedese]]></category>
		<category><![CDATA[cucina veloce]]></category>
		<category><![CDATA[gamberetti]]></category>
		<category><![CDATA[gamberi]]></category>
		<category><![CDATA[patate]]></category>
		<category><![CDATA[patate al forno]]></category>
		<category><![CDATA[patate svedesi]]></category>
		<category><![CDATA[pesce e patate]]></category>
		<category><![CDATA[piatti svedesi]]></category>
		<category><![CDATA[piatti tipici svedesi]]></category>
		<category><![CDATA[skagenrora]]></category>

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		<description><![CDATA[Pin it Perché non si può abitare in Svezia e non averlo mai mangiato, questo piatto. Non sta né in cielo né tantomeno in terra, per cui ieri sera il Ciarla ha avuto la sua iniziazione a base di bakad &#8230; <a href="http://www.fudgella.com/2011/11/cena-tipica-svedese-bakad-potatis-med-skagenrora/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="pinit-button-wrapper"><a href="javascript:exec_pinmarklet();" id="PinItButton" title="Pin It on Pinterest">Pin it</a></div><p><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6388191541/"><img class="alignnone" title="Patate al forno con skagenröra - Bakad potatis med skagenröra" src="http://farm7.staticflickr.com/6031/6388191541_48d663eb2b.jpg" alt="" width="500" height="416" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Perché non si può abitare in Svezia e non averlo mai mangiato, questo piatto. Non sta né in cielo né tantomeno in terra, per cui ieri sera il Ciarla ha avuto la sua iniziazione a base di <strong>bakad potatis</strong> e <strong>skagenröra</strong>, che poi sarebbe semplicemente una patata gigantesca cotta in forno e accompagnata da questa cremina ai gamberetti. <span id="more-913"></span>Pensateci per tempo, perché le patate devono stare in forno un bel po&#8217;, più o meno un&#8217;ora (qua le vendono appositamente per questo tipo di piatti, infatti sono moooolto più grandi delle patate normali). Io le ho avvolte in un pezzo di carta da forno, perché furbescamente sono tornata dal supermercato senza l&#8217;alluminio, che forse forse sarebbe stata più adatta, ma tant&#8217;è.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6388189819/"><img class="alignnone" title="Skagenröra, crema svedese ai gamberetti" src="http://farm8.staticflickr.com/7147/6388189819_4aae838d67.jpg" alt="" width="376" height="500" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Lo <strong>skagenröra</strong>, se siete mai stati in Svezia, è ovunque: in ogni ristorante, in ogni café, in ogni caffetteria universitaria, in ogni deli e, ovviamente, in ogni supermercato. Non cominciate a dire: &#8220;ma guarda questa, ci racconta le ricette di roba che manco si sa cosa sia, che qua non si trova, ma che sfacciata, ma io spengo il computer e non mi vede più, a&#8217;bbella!&#8221;&#8230; perché no, non è il caso. L&#8217;anno scorso mi ero talmente assuefatta allo skagenröra che l&#8217;ho riproposto a tuuuuuutti i parenti per Natale, e l&#8217;ho <strong>hemlagad</strong>, cioè fatto in casa. Stasera invece (cioè, per voi, ieri sera) l&#8217;ho comprato al banco gastronomia dal mio commesso preferito del supermercato (grazie, <a title="Hemköp Stockholm, Mörby " href="http://hemkop.se/Butiker/Hemkop-Stockholm-Morby/" target="_blank">Hemköp di Mörby Centrum</a>).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6388192053"><img class="alignnone" title="Patate al forno con skagenröra - Bakad potatis med skagenröra - closeup" src="http://farm8.staticflickr.com/7148/6388192053_058893f8e6.jpg" alt="" width="376" height="500" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Preparate una <strong>maionese fatta in casa</strong> con un uovo, il succo di mezzo limone, sale, pepe e 250ml di olio di semi; mescolatela ad un vasetto di yogurt greco intero, aneto tritato e 300g di gamberetti sgusciati e lessati. Ecco pronto il vostro skagenröra, senza sbattimenti epici <img src='http://www.fudgella.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ovviamente la maionese potete anche comprarla, eh, non pretendo mica così tanto. Però a me piace tanto di più quella fatta in casa, e da quando in casa Fudgelli c&#8217;è il <strong>minipimer</strong> è diventata uno dei miei <em>staples</em> <img src='http://www.fudgella.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6388191079"><img class="alignnone" title="Skagenröra, crema svedese ai gamberetti" src="http://farm8.staticflickr.com/7148/6388191079_cfca4c6f24.jpg" alt="" width="425" height="500" /></a></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Parentesi sulle foto: sono fatte con Vignette e lo so, sono orribili, non per colpa dell&#8217;app che è ottima, è che io non sono proprio in grado. Però mi sto impegnando, ho anche comprato un libro apposito <img src='http://www.fudgella.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  chi segue la <a title="Mi piace! Fudgella on Facebook" href="https://www.facebook.com/Fudgella" target="_blank">pagina fan</a> avrà visto, e se non siete fan, SIATELO!</p>
</blockquote>
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		<title>Cuocere il Roastbeef, un rito di passaggio?</title>
		<link>http://www.fudgella.com/2011/11/cuocere-il-roastbeef/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 10:46:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fudgella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salato]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[magro]]></category>
		<category><![CDATA[manzo]]></category>
		<category><![CDATA[roastbeef]]></category>
		<category><![CDATA[secondi]]></category>
		<category><![CDATA[secondo]]></category>

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		<description><![CDATA[Pin it &#160; A casa mia si chiama magro. Piace a tutti, il magro. Trattasti di secondo piatto estremamente versatile, perché buono sia caldo sia freddo. Collochiamolo insieme in un esempio di conversazione tipica, per farvi capire meglio il contesto &#8230; <a href="http://www.fudgella.com/2011/11/cuocere-il-roastbeef/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="pinit-button-wrapper"><a href="javascript:exec_pinmarklet();" id="PinItButton" title="Pin It on Pinterest">Pin it</a></div><p><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6331609444"><img class="alignnone" title="Roastbeef" src="http://farm7.static.flickr.com/6221/6331609444_5c68f3c6a1.jpg" alt="" width="500" height="313" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">A casa mia si chiama <em>magro</em>. Piace a tutti, il <em>magro</em>. Trattasti di secondo piatto estremamente versatile, perché buono sia caldo sia freddo. Collochiamolo insieme in un esempio di conversazione tipica, per farvi capire meglio il contesto in cui si situa questo post:</p>
<blockquote><p>&#8220;Stasera ce l&#8217;ho tutti a cena. Cosa gli posso fa&#8217;?&#8221;</p>
<p>&#8220;Còcigli un pezzo di magro, no?&#8221;<span id="more-863"></span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il magro è, semplicemente, il roastbeef, o, come lo chiamava Pellegrino Artusi, il <em>rosbiffe</em>. La ricetta n° 521 de <a title="La Scienza in Cucina e l'Arte di Mangiar Bene, di Pellegrino Artusi" href="http://books.google.com/books?id=lRBCwF2LS2IC&amp;printsec=frontcover&amp;dq=inauthor:%22Pellegrino+Artusi%22&amp;hl=en&amp;ei=H6W7TvfxJsLP4QSc8dG2CA&amp;sa=X&amp;oi=book_result&amp;ct=book-thumbnail&amp;resnum=2&amp;ved=0CDYQ6wEwAQ#v=onepage&amp;q=rosbiffe&amp;f=false" target="_blank">La Scienza in Cucina e l&#8217;Arte di Mangiar Bene</a> ci dice che questo è un piatto &#8220;(&#8230;) di gran compenso in un pranzo ove predomini il genere maschile, il quale non si appaga di briccicche come le donne; ma vuole ficcare il dente in qualche cosa di sodo e di sostanzioso&#8221;. Fantastico sessismo d&#8217;altri tempi, direi. Vorrei perciò contraddire pubblicamente Pellegrino dicendo che il roastbeef, dopo la <a title="Trattoria da Benito, Orentano" href="http://www.fudgella.com/2008/05/trattoria-da-benito-orentano/" target="_blank">bistecca</a>, è il mio piatto di carne preferito.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6331609628"><img class="alignnone" title="Preparazione del roastbeef" src="http://farm7.static.flickr.com/6035/6331609628_b0409b443b.jpg" alt="" width="500" height="313" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Torniamo brevemente al discorso iniziale, ovvero il concetto di roastbeef applicato al contesto della mia famiglia. La mia formazione mi ha insegnato che, al momento in cui una persona (generalmente di genere femminile) è in grado e ha la volontà di cuocere un <em>pezzo di magro</em> in maniera spontanea ed autonoma, questo evento segna il passaggio effettivo alla maturità psichica e domestica (soprattutto). Rispondere alla domanda materna: &#8220;cosa ti fai stasera per cena?&#8221; con la frase: &#8220;Ho cotto un pezzo di magro&#8221; è stato ciò che ho fatto pochi giorni fa, sigillando per sempre il mio ingresso nell&#8217;età adulta. Sono una donna di casa, e questo post è il mio diploma ufficiale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6330856105"><img class="alignnone" title="Cottura del roastbeef" src="http://farm7.static.flickr.com/6032/6330856105_674a9dc3a6.jpg" alt="" width="500" height="313" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Come ho fatto, quindi? Ho comprato un non meglio identificato taglio di manzo, perché devo sempre familiarizzare con i tagli svedesi. Hanno un modo tutto loro di tagliare la carne, e giustamente eh, per carità, ma non ci capisco una mazza. Dalle foto della cottura, se avete l&#8217;occhio di lince, vedrete che quello che credevo fosse <em>magro</em> in realtà <em>magro</em> non era (per intendersi, non era né lombata né tantomeno scamone), per cui il risultato è stato leggermente diverso, ma comunque gustoso. Ho tolto la retina in cui era confezionato, fatto delle incisioni nella carne e riempito queste piccole cavità con pezzetti di aglio, sale, pepe e salvia. Ho rotolato il pezzo così condito in un misto di sale e pepe. Ho rosolato la carne a fiamma vivace per circa cinque minuti, sfumato con mezzo bicchiere di vino rosso e proseguito la cottura, aggiungendo mezzo bicchiere d&#8217;acqua, per circa venti minuti a fuoco moderato. Dopo una mezz&#8217;oretta di riposo, la carne è pronta per essere affettata e servita, come piace al Ciarla, con spinaci al burro <img src='http://www.fudgella.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6330856291"><img class="alignnone" title="Il magro è cotto!" src="http://farm7.static.flickr.com/6231/6330856291_c1d84fb337.jpg" alt="" width="500" height="313" /></a></p>
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		<title>Una ricetta per le kanelbullar, brioches svedesi</title>
		<link>http://www.fudgella.com/2011/11/kanelbullar/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 17:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fudgella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dolce]]></category>
		<category><![CDATA[brioche]]></category>
		<category><![CDATA[brioche alla cannella]]></category>
		<category><![CDATA[brioches]]></category>
		<category><![CDATA[brioches svedesi]]></category>
		<category><![CDATA[brioscia]]></category>
		<category><![CDATA[cannella]]></category>
		<category><![CDATA[cinnamon bun]]></category>
		<category><![CDATA[dolci svedesi]]></category>
		<category><![CDATA[kanel]]></category>
		<category><![CDATA[kanelbullar]]></category>
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		<category><![CDATA[nodini alla cannella]]></category>

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		<description><![CDATA[Pin it Tempo fa, folgorata dalle recensioni lette e cedendo ad uno dei miei attacchi di shopping online compulsivo, comprai il bellissimo libro di Tessa Kiros, Falling Cloudberries. La ricetta per le kanelbullar era così semplice e invitante che me &#8230; <a href="http://www.fudgella.com/2011/11/kanelbullar/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="pinit-button-wrapper"><a href="javascript:exec_pinmarklet();" id="PinItButton" title="Pin It on Pinterest">Pin it</a></div><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6295924028"><img class="alignnone" title="Kanel och pistagebullar" src="http://farm7.static.flickr.com/6038/6295924028_4b78b71035.jpg" alt="Brioches svedesi alla cannella e al pistacchio" width="500" height="299" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tempo fa, folgorata dalle recensioni lette e cedendo ad uno dei miei attacchi di shopping online compulsivo, comprai il bellissimo libro di Tessa Kiros, <span style="color: #008000;"><strong><a title="Falling Cloudberries di Tessa Kiros su Amazon.com" href="http://www.amazon.com/Falling-Cloudberries-World-Family-Recipes/dp/0740781529/ref=sr_1_2?ie=UTF8&amp;qid=1319999265&amp;sr=8-2" target="_blank"><span style="color: #008000;">Falling Cloudberries</span></a></strong></span>. La ricetta per le kanelbullar era così semplice e invitante che me la sono scritta subito nel ricettario delle emergenze, quello che tenevo sempre a portata di mano come le cose sante. Quel famoso ricettario è rimasto a Pisa, motivo per cui, in un anno che abito a Stoccolma, ho fatto le kanelbullar una volta soltanto, ovvero domenica scorsa, invece di scrivere la literature review per la mia tesi di laurea. Che ci volete fare, è stato più forte di me. E poi, quelle belle boccettine di aromi per dolci comprate allo <span style="color: #008000;"><strong><a title="Kista Grossen, supermarket etnico a Stoccolma" href="http://www.kistagrossen.com/" target="_blank"><span style="color: #008000;">Kista Grossen</span></a></strong></span>, quando me le volevate far usare? Non possono mica rimanere sullo scaffale della cucina in eterno, giammai.<span id="more-867"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6318385591"><img class="alignnone" title="Kanel och pistagebullar - i ripieni" src="http://farm7.static.flickr.com/6115/6318385591_24300a6044.jpg" alt="" width="500" height="313" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Kanelbullar di Tessa Kiros, viste da <a title="Ikea Kondis e Kanelbullar - ComidaDeMama" href="http://www.montag.it/comida/2010/10/_a/" target="_blank">ComidaDeMama</a> (<em><a title="Falling Cloudberries, Tessa Kiros - su Anobii" href="http://www.anobii.com/books/Falling_Cloudberries/9781741964318/01a7ec79b7d3053bd8/" target="_blank">Falling Cloudberries</a></em> ed il ricettario, come dicevo, sono rimasti a Pisa!)</p>
<p style="text-align: justify;">Preparate un impasto morbido ed elastico con 650 grammi di farina e un composto liquido fatto con: 250 grammi di latte tiepido, 100 grammi di zucchero, 25 grammi di lievito di birra (o 3-4 tsp di lievito secco), 1 uovo, 125 grammi di burro (mettetelo a fondere nel latte mentre lo scaldate), due pizzichi di sale e due cucchiai di semi di cardamomo.</p>
<p style="text-align: justify;">Lavorate molto bene su un piano infarinato, fino ad ottenere una palla liscia e morbida. Ponete l&#8217;impasto in una ciotola capiente, coprite con un foglio di pellicola, un asciughìno (o canovaccio, se non siete delle mie parti <img src='http://www.fudgella.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' />  ) e mettete a lievitare nel forno spento (funziona sempre).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6318384857"><img class="alignnone" title="Kanel och pistagebullar - lievitazione" src="http://farm7.static.flickr.com/6043/6318384857_8ea88b7006.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Fate lievitare due ore, o anche di più se avete tempo. Dividete quindi l&#8217;impasto in quattro parti, che vi serviranno per stendere altrettanti rettangoli di pasta, di dimensioni pari ad un tagliere Ikea (manco a farlo apposta) <img src='http://www.fudgella.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">Spalmate su ogni rettangolo un impasto fatto con 25 grammi di burro, 25 grammi di zucchero e, a seconda dei gusti, cannella, cioccolato a pezzi, frutta secca, frutta disidratata, insomma quello che più vi piace. Se volete essere fedeli alla tradizionale bulle scandinava, fate come me e aggiungete cannella a due dei rettangoli, ed essenza di pistacchio agli altri due.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">parentesi: per le pistagebullar ci vorrebbe la mandelmassa, praticamente una pasta di mandorle, a cui vengono aggiunti pistacchi tritati, oppure del colorante verde e dell&#8217;essenza di pistacchio. Lo so, vi sto facendo vedere la versione cheap, ma sono una povera studente a budget ridotto <img src='http://www.fudgella.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Scaldate il forno a 180°. Arrotolate i vostri rettangoli sul lato lungo e tagliateli a rondelle spesse circa quattro centimetri. Allineate le rondelle sulla teglia del forno, spennellatele con un uovo sbattuto e fatele lievitare ancora per circa mezz&#8217;ora. Cuocete poi per circa 15 minuti, avendo cura di lasciare le bullar dorate, ma non troppo abbronzate. Con queste dosi e formando dei rettangoli di circa 29&#215;37 cm (che poi sono le dimensioni del mio tagliere, ma guarda te!), otterrete circa 40 bullar. Non male, eh?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6318875434"><img class="alignnone" title="Kanel och pistagebullar - stendi, arrotola, taglia, inforna!" src="http://farm7.static.flickr.com/6035/6318875434_109539c7bc.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Minestra di piselli gialli &#8211; Klassisk ärtsoppa med flask</title>
		<link>http://www.fudgella.com/2011/10/minestra-di-piselli-gialli-artsoppa-med-flask/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 12:17:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fudgella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pin itInauguriamo oggi la nuova rubrica Come la Heinz (anzi meglio). Scoprirete con queste pagine che ho una fissa per tutto ciò che appartiene all&#8217;ampia categoria primi piatti liquidi (ma si dirà?), ovvero brodi/minestre/zuppe/creme/vellutate. E visto che oggi è giovedì, non posso &#8230; <a href="http://www.fudgella.com/2011/10/minestra-di-piselli-gialli-artsoppa-med-flask/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="pinit-button-wrapper"><a href="javascript:exec_pinmarklet();" id="PinItButton" title="Pin It on Pinterest">Pin it</a></div><p style="text-align: justify;">Inauguriamo oggi la nuova rubrica <em><strong>Come la Heinz (</strong><strong>anzi meglio)</strong></em>. Scoprirete con queste pagine che ho una fissa per tutto ciò che appartiene all&#8217;ampia categoria <strong>primi piatti liquidi </strong>(ma si dirà?), ovvero brodi/minestre/zuppe/creme/vellutate. E visto che oggi è giovedì, non posso non &#8220;incignare&#8221; (si dice, fidatevi) questa rubrica se non con il classico piatto svedese del giovedì. Da noi giovedì gnocchi, da loro minestra. Signori e signori, vi presento la <strong>minestra di piselli gialli</strong>, altrimenti detta <strong>ärtsoppa</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" title="Klassisk ärtsoppa med flask" src="http://farm7.static.flickr.com/6231/6285337299_c2fa2a0885.jpg" alt="Minestra di piselli gialli, servita con carne di maiale e senape" width="500" height="299" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-828"></span>La prima volta che mi sono imbattuta nella minestra di piselli gialli è stato quando, da bambina, leggevo le avventure di <strong>Martina di Poggio di Giugno</strong>, il mio libro preferito. La piccola protagonista del romanzo di Astrid Lindgren, in svedese <strong>Madicken</strong>, abita in una non precisata cittadina svedese e vive la sua infanzia all&#8217;inizio del ventesimo secolo, tra le due guerre mondiali. In un memorabile episodio, la sorellina di Martina, Lisa, si infila un pisello nel naso e deve correre dal medico per farselo togliere. Succedeva proprio di giovedì, e questo perché</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Era arrivato l&#8217;autunno, e ogni giovedì si mangiava la minestra di piselli a Poggio di Giugno.&#8221;</p>
<p>(Nu är hösten här, och varje torsdag äter man ärtsoppa i Junibacken.)<!--more--></p></blockquote>
<p><img class="alignnone" title="Martina di Poggio di Giugno, di Astrid Lindgren" src="http://farm7.static.flickr.com/6115/6285405123_130dab1cc6.jpg" alt="Madicken, av Astrid Lindgren" width="500" height="439" /></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultima volta che ho mangiato la minestra di piselli gialli fuori casa, invece, è stato qualche settimana fa a <a title="Skansen" href="http://www.skansen.se/" target="_blank">Skansen</a>, al ristorante <a title="Stora Gungan Tavern" href="http://www.skansen.se/en/plats/stora-gungan-tavern" target="_blank">Stora Gungan</a>, dove ci hanno servito una scodella fumante accompagnata da un piatto con carne di maiale lessa, ovvero salsiccia artigianale e pancetta, e senape fatta in casa. So cosa state pensando: a raccontarlo magari non sembra, ma è buonissima, una combinazione davvero azzeccata. Ne potete vedere una versione più cheap nella puntata del programma televisivo di Jamie Oliver, <a title="Jamie Does Stockholm - YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=ph-1IwNhu8A" target="_blank">Jamie Does Stockholm</a>, dove Jamie la mangia insieme ai ragazzi della Högvakten, le guardie reali.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6285857212"><img class="alignnone" title="Minestra di piselli gialli e polpette svedesi, a Skansen (Stora Gungan)" src="http://farm7.static.flickr.com/6222/6285857212_2939e7c206.jpg" alt="" width="500" height="271" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ogni giovedì troverete la minestra di piselli gialli in tantissimi ristoranti e café di Stoccolma, e suppongo un po&#8217; in tutta la Svezia. Potete averla con o senza carne di maiale (fläsk), e tradizione vuole che il dolce che la accompagna sia costituito da pancakes con panna e marmellata (pannkakor med sylt). La trovate anche al supermercato già pronta, nella forma di un salsicciotto venduto al banco frigo: arrivati a casa, non dovrete far altro che tagliare il salsicciotto di plastica, &#8220;spremere&#8221; la minestra nella pentola e scaldarla. Io di solito la preparo partendo dai piselli gialli secchi, che lascio in ammollo una notte e cuocio in abbondanta acqua con rosmarino, sale e pepe. Una volta cotto, frullo tutto con il minipimer ed ecco fatto!</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Recenti esperimenti casalinghi confermano che la morte sua è con l&#8217;<a title="Italia Meets Sverige, paccheri al tartufo e ragù di isterband" href="http://www.fudgella.com/2011/10/paccheri-al-ragu-bianco-di-isterband-e-tartufopasta-tartufo-e-meltinpot-con-italia-meets-sverige/" target="_blank">isterband</a>, cotto in padella e sbriciolato sopra, insieme ad un filo d&#8217;olio crudo e una spolverata di pepe <img src='http://www.fudgella.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
</blockquote>
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		<title>Italia meets Sverige fra paccheri, isterband e tartufo</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 05:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fudgella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pin it La latitanza da queste pagine è dovuta semplicemente al fatto che ho scoperto di starmi antipatica: più precisamente, non sopporto l&#8217;idea di non essere in grado di fare qualcosa come vorrei (ma guarda che originalità, sarò sicuramente l&#8217;unica &#8230; <a href="http://www.fudgella.com/2011/10/paccheri-al-ragu-bianco-di-isterband-e-tartufopasta-tartufo-e-meltinpot-con-italia-meets-sverige/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="pinit-button-wrapper"><a href="javascript:exec_pinmarklet();" id="PinItButton" title="Pin It on Pinterest">Pin it</a></div><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6258888910"><img class="alignnone" title="Pasta, Tartufo e 2.0" src="http://farm7.static.flickr.com/6105/6258888910_f165c01520.jpg" alt="Tartufo bianco di Alba" width="500" height="375" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La latitanza da queste pagine è dovuta semplicemente al fatto che ho scoperto di starmi antipatica: più precisamente, non sopporto l&#8217;idea di non essere in grado di fare qualcosa come vorrei (ma guarda che originalità, sarò sicuramente l&#8217;unica al mondo). L&#8217;ho realizzato solo oggi (cioé ieri, o miei cari lettori), mentre preparavo la ricetta per partecipare al contest <strong>Pasta, Tartufo e 2.0</strong> indetto dall’<a title="Tuber.it, il portale del Centro Nazionale Studi Tartufo" href="http://www.tuber.it/" target="_blank">Associazione per il Centro Nazionale Studi Tartufo</a>, in collaborazione con l’<a title="Ente Fiera internzionale del Tartufo bianco d'Alba" href="http://www.fieradeltartufo.org/" target="_blank">Ente Fiera Internazionale del Tartufo</a>, il Comune di Alba e pasta Agnesi.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><a title="La premiazione del contest Pasta, Tartufo e 2.0 in diretta" href="http://tartufo.bbbell.it/" target="_blank">volete vedervi la premiazione in diretta?</a></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-790"></span>Sì, perché sono stata scelta per partecipare al concorso insieme ad altri foodblogger e ho ricevuto a casa (in Svezia, mica a La Vettola, che queste son persone serie!) un mirabolante pacco con 5 pacchi di pasta Agnesi di formati diversi, un bellissimo affetta tartufo (che manca po&#8217; mi porto via un dito da quanto è affilato, va come una scheggia!) e, soprattutto, 30 grammi di profumatissimo tartufo bianco di Alba, che se ora il nostro monolocale sa di tubero fino alla fine dei tempi sapete a chi dare la colpa <img src='http://www.fudgella.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' />  La sfida (come direbbero a MasterChef)? Preparare una ricetta creativa a base di tartufo e pasta secca Agnesi&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6258887254"><img class="alignnone" title="Pasta, Tartufo e 2.0" src="http://farm7.static.flickr.com/6154/6258887254_7843fa6b69.jpg" alt="Il kit per i partecipanti al contest" width="500" height="375" /></a></p>
<blockquote><p>che vinca il migliore ovviamente, e sinceramente non mi dispiacerebbe vincere un bel weekend enogastronomico fra <a title="Turismo in Langhe e Roero" href="http://www.langheroero.it/" target="_blank">Langhe e Roero</a>&#8230; ma va bene anche il secondo o il terzo posto, nè, che un bianco tartufon non si rifiuta mai <img src='http://www.fudgella.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Dicevamo, mi sto antipatica. Mi sto antipatica perché non so fare le foto, e mi incavolo perché non so fare le foto, pur sapendo di non saperle fare, e pur non facendo niente per migliorare la situazione (comprare un libro, fare un corso, mettere in calendario modalità &#8220;va-fatto-cascasse-il-mondo&#8221; un&#8217;ora alla settimana di esercizi per imparare a usare almeno la punta e scatta). Quindi, quando per la prima volta mi si invita a partecipare a un concorso così figo, diciamocelo, mi girano un po&#8217; al pensiero di corredare il mio seppur divertentissimo e brillante post (ah ah ah, basta, che divento rossa) con foto mediocri.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6258359433"><img class="alignnone" title="Pasta, Tartufo e 2.0" src="http://farm7.static.flickr.com/6169/6258359433_e030d03368.jpg" alt="Il piatto finito" width="500" height="375" /></a></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Sappiate che stavolta però mi sono applicata, e stamattina ho anche comprato una coppia di piatti bianchi, perché a casa nostra i piatti son color carta da zucchero, che ci volete fare. E il ragù sul carta da zucchero tanto bene non ci sta, diciamocelo.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Smadonnamenti fotografici a parte, torniamo alle cose importanti. Non sono un&#8217;esperta nel cucinare col tartufo, ma l&#8217;ho mangiato un numero di volte sufficiente per sentenziare che, solitamente, più la ricetta è semplice, migliore è il risultato. Solo che non posso mica partecipare con una pasta al burro con grattugiata finale di tartufo, che figura ci farei? La mia reputazione di foodblogger (peraltro già in disgrazia causa parziale abbandono della dashboard) tracollerebbe definitivamente, non se ne parla neanche. Ho allora pensato ai ravioli che a volte ha fatto La Madre per Natale, con ragù di carne rigorosamente senza pomodoro e un tocco finale di tartufo, e ho deciso di provare a ricreare quell&#8217;atmosfera delle feste <img src='http://www.fudgella.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Visto che il contest prevedeva l&#8217;uso di pasta secca <a title="Pasta Agnesi" href="http://www.colussigroup.it/index.php/Marchi/Agnesi" target="_blank">Agnesi</a>, ho fatto una piccola cernita dei formati mi erano stati messi a disposizione nel kit e ho scelto senza esitare un attimo i paccheri, uno dei miei formati preferiti, proprio perché la forma permette alla pasta di diventare dei saccottini ripieni di sugo&#8230; mmmh&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6258357727"><img class="alignnone" title="Pasta, Tartufo e 2.0" src="http://farm7.static.flickr.com/6094/6258357727_786f198dd0.jpg" alt="Paccheri al ragù di isterband con tartufo bianco di Alba" width="500" height="375" /></a></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">piccola nota di ringraziamento per la fornitura di pasta Agnesi: il Ciarla ha già sentenziato che con gli spaghetti alla chitarra verrà presto eseguita una carbonara, ma di quelle &#8220;come si deve&#8221;, yeah <img src='http://www.fudgella.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Quello che ho voluto fare, però, è stata una modifica che facesse incontrare la mia tradizione familiare e la nazione che gentilmente mi ospita da un anno a questa parte. Ok, la ricetta è quella di casa, il tartufo e la pasta sono italiani, ma il ragù è fatto con un ingrediente tipicamente svedese: una salsiccia di maiale con patate e orzo, ovvero, sua maestà l&#8217;isterband. L&#8217;isterband, salsicciotta originario dello Småland, è diventata la regina di casa nostra soprattutto da quando l&#8217;abbiamo provata sulla pizza, perché sinceramente ci sta da dio. Ha un sapore intenso e, a seconda della ricetta, leggermente acidulo, che diminuisce nelle varietà più affumicate&#8230; insomma, fidatevi, è bona <img src='http://www.fudgella.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Tra l&#8217;altro, e scusate se è poco, ricorda vagamente la salampatata piemontese che ho mangiato al <a title="Salone del Gusto 2008, un set su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/sets/72157615923614806/" target="_blank">Salone del Gusto</a> qualche anno fa, quindi avete visto che popò di collegamenti internazionali che vi faccio? <img src='http://www.fudgella.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  Bene, è finito l&#8217;articolo divulgativo, eccovi la ricetta vera e propria!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/6258887684"><img class="alignnone" title="Pasta, Tartufo e 2.0" src="http://farm7.static.flickr.com/6043/6258887684_e2bc1a3d46.jpg" alt="Ingredienti per la ricetta" width="500" height="375" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Paccheri al ragù di isterband con tartufo bianco di Alba</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Cosa c&#8217;è in questo piatto?</em></p>
<ul>
<li>per quattro persone:</li>
<li>300 grammi di manzo macinato</li>
<li>150 grammi circa di isterband (sostituite con salsiccia locale o macinato di maiale per un ragù più tradizionale)</li>
<li>1 carota</li>
<li>1 cipolla</li>
<li>1 costa di sedano</li>
<li>due foglie di alloro</li>
<li>olio d&#8217;oliva</li>
<li>320 grammi di paccheri Agnesi</li>
<li>tartufo bianco di Alba, a piacere <img src='http://www.fudgella.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </li>
</ul>
<p>Vi devo davvero dire come fare il ragù? No, vero? Perciò, dopo aver fatto il ragù e averlo fatto cuocere un&#8217;oretta a fuoco lento, accudendolo con tanto amore, cuocete i paccheri in tanta (veramente tanta, o rischiate l&#8217;effetto colla) acqua salata, scolandoli al dente (e che ve lo dico a fare?). Mantecate i paccheri con il sugo in padella, aggiungendo poca acqua di cottura se necessario, e impiattate. A piacere, grattugiate il tartufo bianco sulla pasta e godetevi questo popò di meltinpot culinario <img src='http://www.fudgella.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://www.tuber.it/"><img class="alignnone" title="Centro Nazionale Studi sul Tartufo" src="http://farm7.static.flickr.com/6045/6259690237_d570b38fb9.jpg" alt="" width="500" height="79" /></a></p>
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		<title>Smaka På Stockholm &#8211; Un Assaggio di Stoccolma</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 09:26:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fudgella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pin itLa mia esperienza personale mi dice che, in genere, a Stoccolma c&#8217;è l&#8217;imbarazzo della scelta per quanto riguarda il mangiare. Magari non è tutto abbordabile dal punto di vista economico, ma ci sono talmente tanti posti che è facile &#8230; <a href="http://www.fudgella.com/2011/06/smaka-pa-stockholm-un-assaggio-di-stoccolma/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="pinit-button-wrapper"><a href="javascript:exec_pinmarklet();" id="PinItButton" title="Pin It on Pinterest">Pin it</a></div><p>La mia esperienza personale mi dice che, in genere, a Stoccolma c&#8217;è l&#8217;imbarazzo della scelta per quanto riguarda il mangiare. Magari non è tutto abbordabile dal punto di vista economico, ma ci sono talmente tanti posti che è facile trovare il proprio cibo preferito. In questi giorni l&#8217;imbarazzo della scelta è aumentato esponenzialmente, perché a Kungsträdgården (se arrivate con la tunnelbana, ultima fermata in direzione centro della linea blu) c&#8217;è la ventesima edizione di <a title="SMAKA PÅ STOCKHOLM" href="http://www.smakapastockholm.se/english/" target="_blank">Smaka På Stockholm</a>, il festival culinario più importante, probabilmente, di tutta la Svezia.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/5792533197"><img class="alignnone" title="SMAKA PÅ STOCKHOLM - Mat och Dryck" src="http://farm4.static.flickr.com/3146/5792533197_b9bffdfa18.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/5792532763"><img class="alignnone" title="SMAKA PÅ STOCKHOLM - the people" src="http://farm3.static.flickr.com/2651/5792532763_9a9fb3e024.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><span id="more-755"></span></p>
<p>Il festival è cominciato mercoledì 1 giugno e continuerà fino a lunedì 6. L&#8217;ingresso è gratuito e la baldoria comincia alle 11 di mattina, fino alle 23:30. Troverete un sacco di stand culinari, dove poter assaggiare le cucine di tutto il mondo. Quella italiana, se posso permettermi, è poco degnamente rappresentata da un ristorante che non sa manco tradurre correttamente i propri menu (cosa diamine sono i &#8220;del giorno in padella&#8221;??? E le &#8220;pesche con maglia&#8221;???) e, manco a dirlo, dallo stand Barilla, dove giovani e attraenti ragazzotte condiranno la vostra pasta precotta con sughi in barattolo. Sigh.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/5793094368"><img class="alignnone" title="SMAKA PÅ STOCKHOLM - Barilla och &quot;pasta-in-a-cup&quot;" src="http://farm3.static.flickr.com/2266/5793094368_0b06038c11.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/5792533291"><img class="alignnone" title="SMAKA PÅ STOCKHOLM - Program" src="http://farm3.static.flickr.com/2743/5792533291_2e37deef71.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p>In vena di autentico cibo svedese, noi abbiamo mangiato allo stand di <a title="Restaurang Muntergök, Grev Turegatan 56, Stockholm" href="http://www.muntergok.se/" target="_blank">Muntergök</a>, apparentemente un classico bistro di Stoccolma (infatti si trova in Grev Turegatan, nel quartiere di Östermalm). Il cibo era davvero molto buono e così la birra che lo accompagnava, la classica Pripps Blå.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/5793094414/"><img class="alignnone" title="SMAKA PÅ STOCKHOLM - Wallenbergare " src="http://farm3.static.flickr.com/2802/5793094414_c8c15cab91.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/5793094392"><img class="alignnone" title="SMAKA PÅ STOCKHOLM - Räksallad" src="http://farm3.static.flickr.com/2557/5793094392_e8cc06da5e.jpg" alt="" width="354" height="266" /></a></p>
<p>A sinistra, il mio <em>Wallenbergare med rårörda lingon, potatispuré &amp; gröna ärtor</em>. Ovvero, una sorta di hamburger di vitello con contorno di mirtilli rossi, piselli e puré di patate (burrosissimo, davvero molto molto buono). A destra, la scelta di Gianlu, ovvero una <em>Räksallad med vit sparris and surdegsbröd</em>, che tradotto sarebbe un&#8217;insalata fresca di gamberetti e asparagi bianchi (prelibata primizia svedese dei mesi di maggio e giugno), con una fetta di pane casalingo a lievitazione naturale.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/5792532937"><img class="alignnone" title="SMAKA PÅ STOCKHOLM - Brända mandlar" src="http://farm4.static.flickr.com/3074/5792532937_6699321151.jpg" alt="" width="315" height="237" /></a><a href="http://www.flickr.com/photos/fudgella/5793094108"><img class="alignnone" title="SMAKA PÅ STOCKHOLM - the people" src="http://farm4.static.flickr.com/3284/5793094108_38b7c7c1d0.jpg" alt="" width="315" height="237" /></a></p>
<p>Tempo permettendo, se siete da queste parti vi consiglio di farci una capatina. A parte i numerosi stand, che vi faranno venire una fame incredibile con i loro profumini invitanti, sul palco principale potrete assistere a dimostrazioni e sfide culinarie tra i cuochi svedesi più famosi, mentre la sera si alternano musicisti provenienti da generi musicali completamente diversi tra loro. Fra un cartoccio di addormenta-suocere (qui si chiamano <em>brända mandlar</em>) e l&#8217;altro, la giornata passa che è una meraviglia&#8230; <img src='http://www.fudgella.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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