Fudgella

10 novembre 2011 Salato , , , , ,

Cuocere il Roastbeef, un rito di passaggio?

 

A casa mia si chiama magro. Piace a tutti, il magro. Trattasti di secondo piatto estremamente versatile, perché buono sia caldo sia freddo. Collochiamolo insieme in un esempio di conversazione tipica, per farvi capire meglio il contesto in cui si situa questo post:

“Stasera ce l’ho tutti a cena. Cosa gli posso fa’?”

“Còcigli un pezzo di magro, no?”

Il magro è, semplicemente, il roastbeef, o, come lo chiamava Pellegrino Artusi, il rosbiffe. La ricetta n° 521 de La Scienza in Cucina e l’Arte di Mangiar Bene ci dice che questo è un piatto “(…) di gran compenso in un pranzo ove predomini il genere maschile, il quale non si appaga di briccicche come le donne; ma vuole ficcare il dente in qualche cosa di sodo e di sostanzioso”. Fantastico sessismo d’altri tempi, direi. Vorrei perciò contraddire pubblicamente Pellegrino dicendo che il roastbeef, dopo la bistecca, è il mio piatto di carne preferito.

Torniamo brevemente al discorso iniziale, ovvero il concetto di roastbeef applicato al contesto della mia famiglia. La mia formazione mi ha insegnato che, al momento in cui una persona (generalmente di genere femminile) è in grado e ha la volontà di cuocere un pezzo di magro in maniera spontanea ed autonoma, questo evento segna il passaggio effettivo alla maturità psichica e domestica (soprattutto). Rispondere alla domanda materna: “cosa ti fai stasera per cena?” con la frase: “Ho cotto un pezzo di magro” è stato ciò che ho fatto pochi giorni fa, sigillando per sempre il mio ingresso nell’età adulta. Sono una donna di casa, e questo post è il mio diploma ufficiale.

Come ho fatto, quindi? Ho comprato un non meglio identificato taglio di manzo, perché devo sempre familiarizzare con i tagli svedesi. Hanno un modo tutto loro di tagliare la carne, e giustamente eh, per carità, ma non ci capisco una mazza. Dalle foto della cottura, se avete l’occhio di lince, vedrete che quello che credevo fosse magro in realtà magro non era (per intendersi, non era né lombata né tantomeno scamone), per cui il risultato è stato leggermente diverso, ma comunque gustoso. Ho tolto la retina in cui era confezionato, fatto delle incisioni nella carne e riempito queste piccole cavità con pezzetti di aglio, sale, pepe e salvia. Ho rotolato il pezzo così condito in un misto di sale e pepe. Ho rosolato la carne a fiamma vivace per circa cinque minuti, sfumato con mezzo bicchiere di vino rosso e proseguito la cottura, aggiungendo mezzo bicchiere d’acqua, per circa venti minuti a fuoco moderato. Dopo una mezz’oretta di riposo, la carne è pronta per essere affettata e servita, come piace al Ciarla, con spinaci al burro :)

Be Sociable, Share!

7 to “Cuocere il Roastbeef, un rito di passaggio?”

  1. mamma tua says...

    Che donna!!!Da sposare…. chi ha orecchie per intendere, intenda!A parte gli scherzi (Gianlu ti giuro che sei il mio genero preferito lo stesso) benvenuta tra gli adulti allora ,ma comunque il “magro” e’ un modo di dire credo tipicamente pisano e non solo delle persone di una certa eta’ .

  2. Fudgella says...

    Infatti, il mio era un modo di introdurre parte del lessico familiare :) anche perché l’ho sentito dire a persone di tutte le età! Che mamma 2.0!

  3. Silvia says...

    Mmm…mi hai fatto venir voglia di “magro” !!! Grazie per la ricetta, la devo provare (eh sì non so cuocere il roastbeef, forse non ho ancora fatto il passaggio…) deve essere davvero gustosa, e poi con quegli spinaci al burro, anche Ale ci va matto!
    Un abbraccio e scusami se non mi faccio viva (anche te eh?! ;-) ) ma devo studiare e studiare :-(
    Saluta il Gianlu!

  4. Fudgella says...

    Silvietta bella, hai ragione! Grazie dei complimenti, e anche della ramanzina, ti scrivo subito! Un bacione a te e al tuo moroso ;) ma quando venite a trovarci???

  5. Julie Ann Lake says...

    Auguri cara!!! Veramente sei brava, e adesso vedo per veramente essere la donna della casa devo anch’io imparare a fare il magro come te! :) Gia che mi hai insegnato a fare i “biscotti”, è tempo per imparare a fare la carne. L’equivalente per noi americani e sapere come fare il tacchino per il giorno di Ringraziamento. Ma non è la stessa cosa perche si fa soltanto una volta al’anno, and I think the point with roast beef with which comes the next step into adulthood is doing it with ease like it’s no big deal as you have demonstrated so well! :)

  6. roberto says...

    Nel roastbeef non ci va nè il vino nè tantomeno l’acqua…………..se devono sposarti ……………………non ci guadagnano

  7. Fudgella says...

    Ecco perché sono nove anni che aspetto e qua non c’è traccia di anelli di fidanzamento… sicuramente è per quello ;)

Leave a comment