Fudgella

19 ottobre 2011 Salato , , , , , , , , ,

Italia meets Sverige fra paccheri, isterband e tartufo

Tartufo bianco di Alba

La latitanza da queste pagine è dovuta semplicemente al fatto che ho scoperto di starmi antipatica: più precisamente, non sopporto l’idea di non essere in grado di fare qualcosa come vorrei (ma guarda che originalità, sarò sicuramente l’unica al mondo). L’ho realizzato solo oggi (cioé ieri, o miei cari lettori), mentre preparavo la ricetta per partecipare al contest Pasta, Tartufo e 2.0 indetto dall’Associazione per il Centro Nazionale Studi Tartufo, in collaborazione con l’Ente Fiera Internazionale del Tartufo, il Comune di Alba e pasta Agnesi.

volete vedervi la premiazione in diretta?

Sì, perché sono stata scelta per partecipare al concorso insieme ad altri foodblogger e ho ricevuto a casa (in Svezia, mica a La Vettola, che queste son persone serie!) un mirabolante pacco con 5 pacchi di pasta Agnesi di formati diversi, un bellissimo affetta tartufo (che manca po’ mi porto via un dito da quanto è affilato, va come una scheggia!) e, soprattutto, 30 grammi di profumatissimo tartufo bianco di Alba, che se ora il nostro monolocale sa di tubero fino alla fine dei tempi sapete a chi dare la colpa :P La sfida (come direbbero a MasterChef)? Preparare una ricetta creativa a base di tartufo e pasta secca Agnesi…

Il kit per i partecipanti al contest

che vinca il migliore ovviamente, e sinceramente non mi dispiacerebbe vincere un bel weekend enogastronomico fra Langhe e Roero… ma va bene anche il secondo o il terzo posto, nè, che un bianco tartufon non si rifiuta mai :)

Dicevamo, mi sto antipatica. Mi sto antipatica perché non so fare le foto, e mi incavolo perché non so fare le foto, pur sapendo di non saperle fare, e pur non facendo niente per migliorare la situazione (comprare un libro, fare un corso, mettere in calendario modalità “va-fatto-cascasse-il-mondo” un’ora alla settimana di esercizi per imparare a usare almeno la punta e scatta). Quindi, quando per la prima volta mi si invita a partecipare a un concorso così figo, diciamocelo, mi girano un po’ al pensiero di corredare il mio seppur divertentissimo e brillante post (ah ah ah, basta, che divento rossa) con foto mediocri.

Il piatto finito

Sappiate che stavolta però mi sono applicata, e stamattina ho anche comprato una coppia di piatti bianchi, perché a casa nostra i piatti son color carta da zucchero, che ci volete fare. E il ragù sul carta da zucchero tanto bene non ci sta, diciamocelo.

Smadonnamenti fotografici a parte, torniamo alle cose importanti. Non sono un’esperta nel cucinare col tartufo, ma l’ho mangiato un numero di volte sufficiente per sentenziare che, solitamente, più la ricetta è semplice, migliore è il risultato. Solo che non posso mica partecipare con una pasta al burro con grattugiata finale di tartufo, che figura ci farei? La mia reputazione di foodblogger (peraltro già in disgrazia causa parziale abbandono della dashboard) tracollerebbe definitivamente, non se ne parla neanche. Ho allora pensato ai ravioli che a volte ha fatto La Madre per Natale, con ragù di carne rigorosamente senza pomodoro e un tocco finale di tartufo, e ho deciso di provare a ricreare quell’atmosfera delle feste :) Visto che il contest prevedeva l’uso di pasta secca Agnesi, ho fatto una piccola cernita dei formati mi erano stati messi a disposizione nel kit e ho scelto senza esitare un attimo i paccheri, uno dei miei formati preferiti, proprio perché la forma permette alla pasta di diventare dei saccottini ripieni di sugo… mmmh…

Paccheri al ragù di isterband con tartufo bianco di Alba

piccola nota di ringraziamento per la fornitura di pasta Agnesi: il Ciarla ha già sentenziato che con gli spaghetti alla chitarra verrà presto eseguita una carbonara, ma di quelle “come si deve”, yeah :D

Quello che ho voluto fare, però, è stata una modifica che facesse incontrare la mia tradizione familiare e la nazione che gentilmente mi ospita da un anno a questa parte. Ok, la ricetta è quella di casa, il tartufo e la pasta sono italiani, ma il ragù è fatto con un ingrediente tipicamente svedese: una salsiccia di maiale con patate e orzo, ovvero, sua maestà l’isterband. L’isterband, salsicciotta originario dello Småland, è diventata la regina di casa nostra soprattutto da quando l’abbiamo provata sulla pizza, perché sinceramente ci sta da dio. Ha un sapore intenso e, a seconda della ricetta, leggermente acidulo, che diminuisce nelle varietà più affumicate… insomma, fidatevi, è bona :) Tra l’altro, e scusate se è poco, ricorda vagamente la salampatata piemontese che ho mangiato al Salone del Gusto qualche anno fa, quindi avete visto che popò di collegamenti internazionali che vi faccio? :D Bene, è finito l’articolo divulgativo, eccovi la ricetta vera e propria!

Ingredienti per la ricetta

Paccheri al ragù di isterband con tartufo bianco di Alba

Cosa c’è in questo piatto?

  • per quattro persone:
  • 300 grammi di manzo macinato
  • 150 grammi circa di isterband (sostituite con salsiccia locale o macinato di maiale per un ragù più tradizionale)
  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • 1 costa di sedano
  • due foglie di alloro
  • olio d’oliva
  • 320 grammi di paccheri Agnesi
  • tartufo bianco di Alba, a piacere :)

Vi devo davvero dire come fare il ragù? No, vero? Perciò, dopo aver fatto il ragù e averlo fatto cuocere un’oretta a fuoco lento, accudendolo con tanto amore, cuocete i paccheri in tanta (veramente tanta, o rischiate l’effetto colla) acqua salata, scolandoli al dente (e che ve lo dico a fare?). Mantecate i paccheri con il sugo in padella, aggiungendo poca acqua di cottura se necessario, e impiattate. A piacere, grattugiate il tartufo bianco sulla pasta e godetevi questo popò di meltinpot culinario :)

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Trackbacks/Pingbacks

  1. [...] di lì. Visto che ormai siamo in ballo e bisogna ballare, per fare un’altro esperimento Italia meets Sverige ho pensato ad una variazione sul tema gamberetti/aneto/uova di pesce… con pasta [...]

  1. alessio says...

    Grande Faggy rediviva tra i foodblogger! :)
    E grande ricetta… se non fisse che la moglie odia il tartufo e io, invece, lo adoro. :(

  2. michela @comunicami says...

    io mi prenoto per la versione senza tubero puzzolente ;)

  3. Fudgella says...

    ma comeeee? non ti piace il tartufo??? :( è bonissimo!

  4. Fudgella says...

    queste ragazze di oggi :D io lo metteri ovunque, e infatti sto già pensando a come mangiarmi quello che è avanzato :)

  5. mamma tua ! says...

    Sei tornata al tuo grande amore??( ovvero la cucina) : mettendo a posto il famoso armadio ho trovato un quaderno dellla notte dei tempi ( le elemenatri?) in cui raccoglievi gia’ le ricette di mamma , zia e di giornali religiosamnete ritagliate …

  6. alessio says...

    A leggere i commenti riguardanti tuberi che mettereste ovunque, così di prima mattinata… oimmei! :D

  7. Fudgella says...

    @Sbranello, te e i tuoi doppi sensi maledéééééétti :D
    @Mamma quello non l’hai buttato, vero???????

  8. alessio says...

    …e potevo pure risparmiarmi la figuretta con la tu’ mamma! :D
    Salve signora… si fa per scherzare eh?!?

  9. Minestra di piselli gialli – Klassisk ärtsoppa med flask | Fudgella says...

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  10. Pasta Skagen: tagliolini con gamberetti, aneto e caviale | Fudgella says...

    [...] di lì. Visto che ormai siamo in ballo e bisogna ballare, per fare un’altro esperimento Italia meets Sverige ho pensato ad una variazione sul tema gamberetti/aneto/uova di pesce… con pasta [...]

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