Fudgella

15 ottobre 2010 Lievitati , , , , , , , ,

Pane in cassetta al timo per il World Bread Day 2010

Il World Bread Day è un avvenimento che ormai è diventato immancabile per i foodblogger di ogniddove: ideato da Zorra, è giunto ormai alla quinta edizione e quest’anno, finalmente, panifico anch’io. Di necessità ho fatto virtù, perché, diciamocela tutta, il pane qua a Stoccolma non è granché. Nei supermercati trovate solo scaffali e scaffali di pancarré, oppure, se siete fortunati, un angolo “forno” con prodotti surgelati e cotti in negozio: baguette che si ammosciano dopo venti minuti, discutibili “ciabbate” che di ciabatte non hanno proprio niente, o qualche “foccacia” che in realtà sembra una soletta per le scarpe.

Ovviamente, girando per la città, troverete anche dei forni e delle rivendite di pane, ma i prezzi vi faranno cadere le mandibole e, a quanto mi dicono amici che abitano qua da diverso tempo, non sempre la spesa consistente è sinonimo di alta qualità. Quindi, per sopperire a questa lacuna gastronomica, io il pane me lo faccio a casa, oh guarda un po’!

Quando c’era Gianlu (sniff sniff :( ) il pane lo faceva lui, devo ammetterlo, e gli veniva anche parecchio bono. Non avevamo stampi da forno nel vecchio appartamento, quindi lui modellava a mano delle belle pagnottone giganti, che ci duravano diversi giorni. Da quando abito nella casa nuova, invece, ho a disposizione un piccolo stampo da plumcake, piuttosto basso, che utilizzo come stampo per il pane. Questa è la mia ricetta:

  • 650 grammi di farina (purtroppo non sono ancora riuscita a trovare la farina di forza)
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1 cucchiaio di Messmör
  • 1 cucchiaio di olio d’oliva
  • 10 grammi di lievito di birra liofilizzato
  • sale a piacere
  • 350 grammi di acqua tiepida
  • timo essiccato sbriciolato

Mettete in una terrina capiente la farina e il timo sbriciolato. Mescolate con una frusta per “arieggiare” gli ingredienti, così non avrete bisogno di setacciare la farina e tirare fuori così un altro utensile, cosa fondamentale per chi ha cucine minuscole tipo la mia :) e non vuole incasinarsi troppo il piano di lavoro.

Scaldate l’acqua in un pentolino per intiepidirla: aggiungete lo zucchero,

l’olio d’oliva,

ed il Messmör (puuuuh che puzzaaa, però vi assicuro che il risultato merita). Se non avete (ha! probabilissimo) sottomano il Messmör, penso che se fossi in voi proverei a sostituirlo con dello yogurt greco intero, o del mascarpone.

Aggiungete infine il lievito e mescolate bene; versate il composto liquido nella farina aromatizzata, e impastate vigorosamente per circa 5-10 minuti, in modo da avere un impasto liscio e compatto. Aggiungete il sale a piacere mentre impastate, con l’accortezza di non metterlo mai a contatto diretto con il lievito (io me lo sono scordato stavolta :D quindi ho fatto il pane sciocco)

Mettete a lievitare in un posto caldo per un paio d’ore circa, o fino a quando la pasta non avrà più che raddoppiato il suo volume iniziale. Viste le temperature di qua (è il 16 di ottobre e la minima è già -1), io scaldo il forno a circa 25-30 gradi e lascio lievitare l’impasto lì dentro.

Una volta lievitata la pasta, lavoratela nuovamente per un paio di minuti e sistematela nel vostro stampo a cassetta. Io ho fatto un errore, ovvero ho messo l’impasto nello stampo tutto in una volta, quando in realtà la quantità era sufficiente per ottenere due pani medi. La cottura sarebbe risultata più uniforme e non avrei avuto l’effetto “plumcake” sulla crosta superiore del pane (una bella crepa gigante effetto Grand Canyon), ma pazienza, sarà per la prossima volta :)

La seconda lievitazione l’ho fatta in forno: ho messo lo stampo nel forno caldino (era a 25-30°, come l’avevo lasciato), ho impostato la manopola della temperatura a 170° e ho fatto cuocere così. C’è voluto un bel po’, devo essere sincera: circa un’ora e mezzo da quando ho acceso il forno, ma tanto non avevo niente da fare :D ! Questo il risultato:

che ovviamente ho assaggiato subito, con tanto di tocchetti di burro salato! :)

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13 to “Pane in cassetta al timo per il World Bread Day 2010”

  1. comùnicaTI says...

    mmmmm… burro salato… sbav!

    ma fa già così freddo? hum! :|

  2. Fudgella says...

    ehnsommaa… sarà che io ormai mi sono abituata… però fa freschetto, sì!
    Ah Micky, per tua (e mia) somma gioia, qua il burro è quasi sempre salato! :)

  3. Marzia says...

    belloooooo! pianificherò anche io allora :)

  4. Martina says...

    se non trovi la farina di forza non importa perchè secondo alcuni nel pane non ci vuole, bvasta una di media forza va bene una 0 (funziona nello stesso modo da voi????)

    Potresti anche provare a farti il lievito madre ;-) io ho una mezza intenzione di farlo se vuoi iniziamo insieme, così anche da una distanza così grande potremmo fare qualcosa che ci unisce ;-)

    Io in questo periodo sto provando un sacco di ricettine di pane e briochine poi ti spiego in privato perché… Sabato pomeriggio preparerò la sfoglia per fare i cornetti ti va?

  5. Martina says...

    a proposito se non ti fai il lievito madre puoi togliere un pezzeto di pasta prima di cuocere e conservarla in un baattolo in frigorifero…

  6. Fudgella says...

    E’ laborioso fare la pasta madre? Ma soprattutto, ha bisogno di tante cure? O posso dimenticarmela in frigo per almeno un paio di giorni? Dai, dai, cimentiamoci! E raccontami poi perché sperimenti ricette… ;)

  7. Martina says...

    ok non guardare il psot sopra e se pouoi cancellalo, perchè è na schifezza huahauhuauahua

    ecco il procedimento (preso da cook)

    200 gr farina 00 o manitoba
    90-100 gr acqua
    1 cucchiaio d’olio
    1 cucchiaio di miele

    si riuniscono tutti gli ingredienti in una terrina aggiungendo l’acqua un pò per volta, quanta ne richiede l’impasto

    si impasta a lungo fino ad ottenere un impasto ben sodo e lo mettiamo in un contenitore unto d’olio

    volendo si può fare un taglio a croce sulla nostra palla

    copriamo o con della pellicola, con un piatto, o copriamo con un altro tegame a campana. lo facciamo riposare per 48 ore in un luogo tiepido.

    dopo si fa una palla con la pasta e si rimette a lievitare adesso abbiamo la pasta madre chedovrà essere rinfrescata.

    possono esserci dei puntini neri è tutto ok

  8. Martina says...

    ecco le indicazioni per mantenerla:

    la pasta deve essere “rinfrescata” ogni 2-3 giorni se la teniamo a temperatura ambiente e ogni 4-5 se la teniamo in frigorifero.
    Si potrà conservare in frigo dal momento che ha raggiunto la maturazione, cioè quando dopo il rinfresco raddoppia in circa 3 ore.

    il “rinfresco” viene fatto così: prendiamo dal cuore 100 gr di pasta madre, aggiungiamo 100 gr di farina e 45 gr d’acqua e impastiamo tutto insieme. Il resto all’inizio si può buttare.

    dopo il rinfresco la conserviamo come preferiamo, mantenendola viva appunto con i rinfreschi.

    prima dell’utilizzo è bene rinfrescarla almeno 2-3 volte fino a che la lievitazione si manifesterà in un “taglio ben fiorito

  9. Martina says...

    altrimenti possiamo fare il lili, che è il lievito liquido…

    Con questo metodo sono riuscito a produrre un lievito liquido in tempi più ristretti:
    1) sciogliere in un bicchiere trasparente un cucchiaino di yogurth, 20 gr di latte e 10 di semola di grano duro e mescolare bene
    2) dopo 12 ore sarà diventato yogurth; aggiungere ancora 20 gr di latte e 10 di semola e girare bene
    3) continuare 2) fino a che non si siano sviluppati i lieviti.
    Durante tutto il procedimento chiudere il bicchiere e tenerlo ad almeno 20 gradi.

    oppure se hai l’aceto balsamico dalle tue parti

    in un bicchiere sciogliere una puntina di zucchero e 2 gocce di aceto (meglio se balsamico) in 50 gr di acqua (meglio di bottiglia, il cloro non aiuta i lieviti) e mescolare con 50 di farina; ogni 12 ore buttarne dai 30 ai 50 gr e aggiungere 15 gr di acqua e 15 di farina (o 25+25, a seconda di quanta pastella avete buttata). Prima o poi la pastella lieviterà, prima sotto forma di bollicine in superficie con l’aspetto di una schiuma, poi come sollevamento vero e proprio dell’impasto. Continuare a rinfrescare nel solito modo fino a che l’odore non diventi acidino (prima sarà di formaggio e poi alcoolico). A quel punto il lievito sarà pronto all’uso e si potranno diradare i rinfreschi come indicato in seguito.
    Durante i primissimi giorni (fino alla prima lievitazione) si potrebbe arricchire il lievito usando come liquido l’acqua di infusione di una mela matura lavata, tagliata a pezzetti e tenuta a bagno per un giorno

  10. Marzia says...

    ehm..ma io mica ho capito questa pasta madre rinfresco ecc.. sono dura??? Però mi sono cimentata nel mio primo panino alle olive, ti piace?? http://whitedarkmilkchocolate.blogspot.com/2010/10/pagnottelle-fragranti-alle-olive.html
    Ti ho anche citata perchè mi hai fatto conoscere il world bread day!

  11. Fudgella says...

    Brava Marzietta! :)

  12. gianlu says...

    mmmmmm….le mie pagnottone giganti….

  13. Fudgella says...

    era buono il tuo pane Gian!!! :)

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