Fudgella

24 settembre 2010 Dolce , , , ,

Una Crostata Pescanconica

Sono simpatica, vero? Sarebbe stata melanconica, ma le mele non ce le avevo :P

A parte le battute pessime, è passata una settimana da quando Gianlu è tornato a Pisa e ho cominciato veramente a vivere da sola a Stoccolma. L’università è fantastica, i ragazzi del corso sono molto simpatici e i professori (in realtà sono quasi tutti dottorandi o simili) mi sembrano in gamba. Insomma, ho voluto la bicicletta e sto pedalando. A volte arranco, ma quando arrivo in cima alla collina, sono stanca ma felice.

Venerdì scorso era il mio primo giorno da sola e, invece di soccombere alla tristezza, ho fatto un bel bagno caldo, mi sono pettinata con cura, ho rifatto il letto… e ho fatto una crostata. Aver avuto voglia di cucinare voleva dire che alla fine non ero così triste come pensavo, o almeno non tanto da lasciarmi andare allo sfinimento.

Visto che avevo alcune pesche un po’ sofferenti nel frigorifero (leggi: non propriamente freschissime), all’inizio avevo pensato di cuocerle al forno con una spolveratina di cannella. Poi ho visto che era rimasto anche un po’ di burro, e che in dispensa avevo anche un pacco di farina, perciò che crostata sia! Niente uova, quindi ho fatto una sorta di brisé dolce.

Ho pesato 200g di farina 00, l’ho mescolata a 80g di zucchero, un cucchiaio di cannella e ci ho sbriciolato dentro 90g di burro a temperatura ambiente. Una volta ottenuto un composto bricioloso, ho aggiunto poco alla volta dell’acqua fredda, diciamo un paio di cucchiai alla volta, fino ad ottenere un impasto omogeneo e bello liscio. Ho messo la pallina di pasta brisé in frigo, avvolta nella pellicola trasparente, per circa mezz’ora.

Nel frattempo, ho sbucciato e tagliato a dadini due pesche moooolto mature :) , le ho mescolate a un cucchiaio di zucchero e a un cucchiaino abbondante di cannella (checcevoifà, la metterei ovunque). Ho imburrato e infarinato una teglia da forno usa e getta e ci ho versato le pesche “condite”. Ho messo in frigo anche quelle, mentre aspettavo che la pasta brisé fosse sufficientemente fredda.

Non vi dico come ho steso la pasta, senza avere un mattarello. Lasciamo perdere. Vabé, ho usato il barattolo del pepe macinato. Una tragedia, da non rifare mai più, infatti al più presto devo comprarmi un mattarello che sia degno di tale nome. Comunque, stendete la pasta e coprite le pesche nella loro bella teglietta, eliminando i pezzi di pasta in eccesso (quelli cuoceteli a mò di biscotti e mangiateveli come bonus, per essere state così brave/i!). Dopo quaranta minuti a forno caldo (180°C) dovrebbe essere pronta, ma vi conviene lasciarla raffreddare bene, perché l’effetto della frutta calda sulla lingua è paragonabile a quello della lava :)

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4 to “Una Crostata Pescanconica”

  1. Bruna says...

    Che bello…mi pare di vederti, lì a impastare…e mi si è riempito il cuore di tenerezza :)

  2. Lorenzo says...

    Bei tempi quando le portavi in ufficio… ;)

  3. Fudgella says...

    Adesso le potete chiedere al mio sostituto :D

  4. Marzia says...

    cucinare risolleva sempre l’animo!

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